Mostra Fotografica, Torino | Maggio 2018

Varanasi: Alchimia in uno sguardo


Viaggio Fotografico nella capitale spirituale dell’India

Varanasi, Benares, è la città dagli infiniti volti, è il luogo in cui la tradizione e la modernità si incontrano creando un continuo e tangibile paradosso.
Gli indiani la chiamano ancora con il suo antico nome, Kashi, la “luminosa”.
Quando il sole sorge, la luce viene assorbita dalla pietra degli edifici che si affacciano su quella sola riva del Gange su cui la città sorge, tutta l’intensità luminosa viene ridonata all’osservatore che rimane avvolto in un attimo di eternità.
Kashi è uno dei Tirtha (luogo di pellegrinaggio) più importanti dell’India, è il “guado” attraverso cui il pellegrino può entrare in relazione con una realtà altra.
È la dimora scelta dal Dio Shiva per sussurrare il mantra del moksha (“liberazione”) nell’orecchio del defunto che sta per essere cremato difronte al fiume sacro, cancellando ogni suo peccato.
Questo è il motivo che spinge ogni devoto hindu a desiderare di lasciare il corpo fisico a Kashi e di congiungere la propria anima a Dio. Per sempre.

Testo di Stefania Kudrat Floreani


Sadhu. Varanasi, la città della trasformazione. Camminando ho incontrato molti sadhu e alcuni hanno accettato di farsi fotografare.
Ma cosa vuol dire “sadhu”? Si tratta di una parola sanscrita che significa “uomo buono o onesto, santo, saggio, asceta”.

Dai racconti di Anna Parisi, testo rielaborato da Susanna Morgante



Matrimonio. Un giorno ho visto passare una piccola processione.
Lì in mezzo alla folla, nelle strade: si sta celebrando un matrimonio.
La sposa con i suoi preziosi vestiti ha sempre uno sguardo misterioso e io resto colpita dai suoi occhi, e li seguo per qualche minuto, osservando in silenzio.
Uno sguardo misterioso che non sembra far trapelare felicità. Ma chissà…

Dai racconti di Anna Parisi, testo rielaborato da Susanna Morgante

Bambini. Camminavo per le vie di Varanasi, immersa nei miei pensieri, e sempre, sempre… i miei occhi incrociavano quelli di altre persone.
E un posto particolare nel mio cuore spetta ai bambini che ho incontrato.

Dai racconti di Anna Parisi, testo rielaborato da Susanna Morgante


Benares, India. March 2018. (- Honorable Mention - Prix De La Photographie Paris, 2019)

Acqua. Ogni mattina, per 15 giorni, ho camminato lungo il fiume Gange osservando le persone che si immergevano nelle sacre acque. Ho visto le persone pregare e versare nel Gange l’acqua presa dal Gange – insomma un segno di restituzione, si prende dal fiume per poi riportare al fiume, alla fonte.

Dai racconti di Anna Parisi, testo rielaborato da Susanna Morgante



In occasione dell’evento “Little Spririt of Kirtan“, sono stata chiamata a partecipare da Meherjeet Kaur Adeline: la richiesta era di trasmettere alle persone che sarebbero venute in visita, gioia, speranza, colori, spiritualità, quotidianità…

Ero appena tornata da un’esperienza di due settimane da Varanasi, per me città senza spazio…tempo… Sapevo di avere le fotografie che mi erano state richieste…Ho accettato, così le fotografie hanno continuato il loro processo di trasformazione e sono diventate delle immagini su carta.

Per realizzare questo lavoro hanno collaborato con me:
Stefania Kudrat Floreani, per il testo sulla città di Varansi
Susanna Morgante, per la rielaborazione dei miei racconti delle altre sezioni
Alessia Scano Rafferty, per la traduzione dei testi in inglese
Debora Ughetti, per il prezioso aiuto sulla scelta delle fotografie
Davide D’Angelo / Emozioni Fine Art, per le magnifiche stampe.

Benares, India. March 2018. ©Giulia Pelosi






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